OfficineLamour è il marchio artigianale e Made in Italy di Lara Pontoni, dove nascono romantici accessori sposa dal gusto rétro, ispirati ad una femminilità d’altri tempi.
Fiori un pò decadenti e bijoux de tête, come broche e diademi, sono accessori sposa che rendono omaggio ad un’epoca passata in cui la sensualità femminile emergeva con delicatezza e attraverso uno stile ricercato.
Gli accessori sposa firmati OfficineLamour rievocano uno charme e un’eleganza femminile che non segue le mode, poichè, come la poesia, non conoscono i limiti del tempo.
Leggi l’intervista e scopri le meravigliose creazioni di Lara Pontoni.
Ciao Lara, il tuoi accessori sposa sono poetici e dal gusto rètro. A quale epoca ti ispiri?
Ho sempre amato film in costume, storici o semplicemente ambientati in epoche passate. Ho una passione per i romanzi ambientati a cavallo tra l’800 e il ‘900, per l’arte e la moda di questo periodo.
Ho lavorato per anni come restauratrice in edifici storici e ritoccato dipinti antichi cercando di riproporre a tavolozza i colori, invecchiati dal tempo.
Penso che tutti questi elementi concorrano alla definizione del mio gusto e delle mie scelte stilistiche.
La tua produzione di accessori sposa è molto varia, ci fai una panoramica?
Realizzo fiori in seta, bijoux de tête e, in minor numero, cappelli.
Mi piace chiamarle finezze femminili fuori moda, per dichiarare la libertà della mia ricerca. Sono accessori che nascono da ciò che ho visto, vissuto e da ciò che mi affascina.
Orecchini, bracciali e orecchini floreali dall’aspetto vagamente fané, pettinini, diademi e spilloni d’ispirazione Art Nouveau, copricapo e broche per definire lo stile della mise, anche la più minimal, e cappelli in paglia o feltro, dalle cloche ai Fedora senza tempo.
Parlaci del lavoro artigianale che c’è dietro ogni tuo accessorio sposa, come nasce un gioiello floreale, oppure un pettinino bijoux?
I miei fiori si ispirano a quelli usati nella modisteria d’altri tempi e sono interamente lavorati a mano: dal taglio, al colore, dalla forgiatura alla bulinatura, attraverso la quale i petali prendono forma utilizzando minuti strumenti.
Georgette, taffetà, crêpe de Chine, chiffon e ancora raso, organza e velluto diventano fiori artigianali da applicare su abiti e cappotti, cappelli e paltò, e con cui creare coroncine, fermagli, cerchietti, pettini, spille e delicati bijoux.
Con la consapevolezza che la bellezza inimitabile è quella che dona il tempo, i colori puri vengono patinati a tavolozza e applicati con stesure disomogenee con l’intenzione di conferire a ogni elemento un aspetto vissuto fané.
E’ un procedimento laborioso che permette di ottenere sempre effetti diversi.
Per i bijoux utilizzo una miscellanea di vetri, minuteria in ottone e mezzi cristalli: materiali mai utilizzati e in viaggio da decenni, fortunosamente arrivati tra le mie mani ed elementi contemporanei che seleziono per colore o forma.
E’ necessaria una lavorazione lunga e minuziosa per realizzare forcine, pettinini, diademi, cerchietti e spilloni per adornare le chiome di chi rimane ammaliato dal potere persuasivo dei lustrini.
Anche i cappelli sono formati e rifiniti esclusivamente a mano, su antiche forme in legno recuperate da un vecchio cappellificio toscano o modellati liberamente secondo l’estro del momento, utilizzando sempre materiali di altissima qualità, con inserti floreali o vintage.
Quanta ricerca c’è dietro i materiali che utilizzi?
La ricerca dei materiali è appassionante quanto il lavoro in sé! Adoro andare a caccia nei mercatini di preziose risorse abbandonate, che vagano da decenni cercando qualcuno che le valorizzi.
Oltre ad una filosofia di produzione sostenibile, c’è anche la profonda convinzione che i materiali antichi siano migliori per qualità e varietà rispetto all’offerta attuale.
Oramai si è anche attivata una misteriosa legge di attrazione: spesso sono i vecchi materiali a trovare me, grazie a intermediazioni virtuose e passa parola.
Da quale tipo di donna e di sposa le tue creazioni vogliono essere indossate?
Più che di un target di età o di area geografica penso si tratti di persone con lo stesso tipo di sensibilità, che hanno letto certi libri, amato certi film, appassionate di atmosfere leggermente decadenti e affascinate dall’antico oriente.
Il comune denominatore penso sia culturale.
Domanda di rito: quale consiglio ti sentiresti di dare ad un’artigiana che decide di intraprendere questo percorso lavorativo?
Penso sia essenziale crederci fermamente, dedicarsi allo studio e alla ricerca per evolvere nella professione.
Individuare il proprio stile, per riconoscersi in ciò che si fa e farsi riconoscere dall’esterno.
Il percorso non è privo di insidie pratiche, altalene emotive ed economiche, la soddisfazione personale però penso sia l’ancora di salvezza per superare momenti di difficoltà.
Amare il proprio lavoro è il requisito fondamentale.
Scheda Informativa
Nome: Lara Pontoni
Attività: OfficineLamour
Cosa fa: Finezze femminili fuori moda, fatte a mano: copricapo, bijoux de tete e fiori in seta couture
Dove:Udine
Motto: ‘Non ho mai pensato di rinunciare ai sogni‘














