La scarpetta di Venere è una realtà calzaturiera artigianale tutta italiana, creata nel 2009 dalla maestria e dal coraggio di Alice Vitelli e di suo fratello Gian Luca.
I due giovani ragazzi hanno rilevato l’azienda di famiglia per trasformarla in una nuova visione di consumo etico, consapevole e volto al minimalismo: comprare meno, comprare meglio.
Dal loro laboratorio nascono scarpe artigianali di grande valore manifatturiero, in edizione limitata, personalizzabili e pensate per durare nel tempo.
Ce ne sono per tutti i gusti e per ogni occasione, scarpe artigianali per uomo e donna dallo stile urban, rétro, classic… Particolare attenzione merita la collezione sposa, che propone una vasta gamma di modelli, uno più bello dell’altro, che ogni sposa può scegliere e personalizzare, per completare l’abito dei suoi sogni.
Acquistare un paio di scarpe artigianali firmate La Scarpetta di Venere significa non solo portare a casa un prodotto Made in Italy di gran pregio, ma fare una scelta responsabile, sia livello ambientale che umano.
Scopri la storia del brand nell’intervista!
Ciao Alice, nel 2009 insieme a tuo fratello Gian Luca, hai lanciato il marchio ‘La scarpetta di Venere’. E’ una bella storia che parla di vero artigianato italiano ma anche di grande coraggio!
Sì, ci definirei proprio coraggiosi!
Siamo nati e cresciuti tra pellami, mastice, forme per calzature, fibbie, macchinari strani, odori che caratterizzavano la fabbrica di scarpe artigianali di famiglia, in cui noi gironzolavamo fin da piccoli.
Con il tempo, sia io che Gian Luca abbiamo cominciato a lavorare nella fabbrica dei miei genitori, e dall’interno cominciavo a rilevare le crepe e le contraddizioni.
Sono andata a studiare economia a Bologna, la città che mi ha rubato il cuore, ma ancora la mia terra mi chiamava a sé. Per quanto fossi appassionata di numeri e strategie, la mia “chiamata” era verso un mondo creativo, che poteva trovare sfogo proprio a casa mia.
Decisi di appronfondire quello che non mi quadrava, la mia tesi fu l’occasione giusta. “Analisi dei costi di un prodotto calzaturiero” questo era il titolo del mio lavoro. Facendo ricerca ho collezionato sempre più informazioni e ho capito che qualcosa non funzionava come avrebbe dovuto.
Avevamo bisogno di un cambiamento forte, che potesse dare valore al nostro lavoro e a quello di tutti i nostri collaboratori.
La scelta più ovvia era produrre direttamente noi le scarpe artigianali, smettendo di fare “i terzisti” per altri brand. Prima, però, c’era da convincere mio padre. Abbiamo combattuto contro il classico “si è sempre fatto così”, ma finalmente io e Gian Luca abbiamo convinto tutti: per poterci distinguere dovevamo andare nella direzione opposta.
Produrre scarpe in edizione limitata, uniche, in piccolissime quantità. Dovevamo creare qualcosa di speciale, cucito su misura, che andasse contro le grandi quantità di prodotto venduto a poco prezzo offerto dalla concorrenza.
Così è nata La Scarpetta di Venere: il 21 novembre 2009 ho aperto il mio primo negozio a Civitanova Marche. Dentro, c’erano le nostre prime creazioni: scarpette coloratissime, realizzate in serie limitata con una numerata di 6/10 paia per modello.
Avevo solo 24 anni, se ci penso oggi ancora non ci credo. Quel negozietto è stato una piccola goccia nell’oceano, la speranza che potevamo ricominciare. Ero consapevole di aver fatto una scelta coraggiosa, all’epoca non sapevo che ne avrei fatte tante altre negli anni successivi.
La filosofia dietro il vostro brand di scarpe artigianali è rivoluzionaria sotto vari aspetti: parlaci della nuova idea di consumo di cui vi fate portavoce.
Mi piace pensare che le nostre scarpe artigianali siano solo dei “pretesti” per arrivare ovunque e a chiunque con un messaggio ben più forte.
Produrre in piccole quantità ci permette di dare valore ad ogni singolo prodotto. Certo, molti modelli vengono prodotti in ogni stagione, ma mai identici alla versione precedente.
I nostri prodotti nascono per durare: non c’è soddisfazione più grande per me quando le mie clienti mi mostrano le loro scarpette curate, acquistate ormai 4,5 anche 6 anni fa!
Comprare meno e meglio: questo è il messaggio che sostengo da anni. Il guardaroba del futuro può e deve essere diverso. Meglio avere meno capi, di qualità e di lunga durata, che un numero infinito di capi e accessori con una data di scadenza a breve termine.
Si tratta di una scelta responsabile anche per l’ambiente: produrre meno vuol dire sprecare meno materie prime, evitare di accumulare merce in magazzino, disperdere meno materia nell’ambiente.
All’inizio abbiamo fatto davvero molta fatica, soprattutto per spiegare le ragioni di alcune scelte. Non abbiamo mai fatto saldi, ad esempio, perché ho preferito non raccontare bugie alle mie clienti.
I nostri prezzi sono giusti, tutto l’anno. Il mio obiettivo è sempre stato vendere alle mie clienti un prodotto artigianale al giusto prezzo, anche se tutto quello che è successo negli ultimi due anni ci ha messo a dura prova.
Inoltre, la produzione consapevole, in opposizione al fast fashion, permette di porre più attenzione alle persone, che si tratti di clienti o collaboratori e collaboratrici.
Ogni nostra scarpa nasce dallo studio anatomico – una scarpa mal progettata fa male ai piedi e al corpo.
Ogni anno testiamo nuove lavorazioni e studiamo per migliorare la nostra azienda, non solo la produzione.
Da anni ormai stiamo lavorando alla struttura della nostra azienda, con grande attenzione ai flussi di lavoro, ai processi, abbiamo analizzato i costi in maniera maniacale, cosa che fino ad oggi non era ancora stata fatta.
Ne sta venendo fuori un’idea più chiara di chi vogliamo essere, in futuro.
Le vostre scarpe sono realizzate a mano, in edizione limitata. Questo, oltre che garantire estrema qualità del prodotto, lo rende davvero prezioso per chi lo acquista…
Certo! Perché risponde a un’idea molto più umana e responsabile di consumo.
Gli abiti, gli accessori, gli oggetti che acquistiamo devono rispecchiarci, non possono essere frutto solo di una moda passeggera, di trend che si consumano nel tempo di una stagione.
La soddisfazione di indossare una scarpa che ti rappresenta è grande, ancor più se quella stessa scarpa ti accompagna per anni.
I vostri modelli sono uno più belli dell’altro, dal sapore un pochino retrò. Ma tra tutti qual è il pezzo più iconico del brand?
Sono molto indecisa, ma forse direi il Lord. È uno stivaletto unico, dal sapore vintage, comodissimo. Le mie clienti (e anch’io!) lo utilizzano per quasi tutto l’anno, in occasioni molto diverse fra loro e lo indossi abbinato praticamente a qualsiasi cosa. Dura per anni, basta prendersene cura.
Le vostre scarpe artigianali sono anche personalizzabili, dico bene?
Sì, come dico sempre: quando entri nel laboratorio di un’artigiana puoi sognare in grande. La protagonista non è il prodotto, sei tu. Per questo è possibile personalizzare ogni scarpetta in base ai gusti e alla personalità di chi acquista.
Possiamo personalizzare qualsiasi modello esistente per colore, materiali, decorazioni. Non è possibile cambiare la struttura dei modelli, tranne che per gli stivali: in quel caso possiamo realizzare gambali su misura, per larghezza e altezza, sempre tenendo conto della fattibilità.
Deliziosa la collezione dedicata alle spose!
Amo lavorare con le spose. Questa scarpa così importante può e deve essere ancor più unica. Va a completare l’abito dei sogni, e deve essere esattamente come la immagina una sposa.
Negli anni abbiamo perfezionato il servizio dedicato a loro, trasformandolo in una vera e propria consulenza.
Le clienti possono scegliere i modelli che più preferiscono, poi prenotare una consulenza con me in cui sciogliere ogni dubbio. Spediamo anche dei campioni prova a casa, per essere certe della calzata, anche con le spose che acquistano soltanto online.
I modelli disponibili sono davvero tanti: con tacco alto o basso, ricamate, stampate o tinta unita, e c’è anche una versione vegan in iuta, in alternativa alla pelle.
Domanda di rito: quale consiglio ti sentiresti di dare ad un’artigiana che decide di intraprendere questo percorso lavorativo?
Due consigli.
Il primo: analizzare fin da subito. Costi, ore lavoro, sostenibilità. La nostra mente è creativa, ma in un contesto di così grande incertezza occorre un’analisi scientifica e precisa per tutelare il nostro lavoro e vederlo davvero crescere.
Il secondo: fate rete. È importante entrare in contatto con altri artigiani e artigiane. Il percorso è difficile, ma anche unico e pieno di soddisfazioni, le più grandi arrivano quando entriamo in connessione fra noi e facciamo nascere progetti ancor più preziosi, mescolando storie, idee, valori.
Scheda Informativa
Nome: Alice Vitelli
Attività: La Scarpetta di Venere
Cosa fa: Scarpe artigianali
Dove: Marche
Motto: ‘Ispirati dalla Natura, per distinguerti ovunque‘












